Come direbbe John Water esiste un buon-cattivo gusto, per intenderci alla maniera di Ed Wood, Jess Franco, Ruggero Deodato, Lucio Fulci, Jean Rollins e tantissimi altri registi, che la critica bacchettona e superficiale, ha prematuramente condannato a vivere in una sorta di “limbo” delle pellicole cinematografiche.
Proprio nella carica eversiva dell’orrore di certi film di serie Z (zeta), si può trovare la miglior rappresentazione della quotidianità, anche se portata all’estremo e contornata da abbondanti dosi di sangue.
Da scrittore e da appassionato di cinematografia, in me è fortissima la voglia di recuperare tutti quei film oscuri, maledetti, ai confini del cinema stesso… quei film che venivano trasmessi nelle “puzzolenti” sale di periferia e che oggi viaggiano liberi attraverso la rete…

La serie Z, può essere definita come l’ultimo territorio da esplorare prima del vuoto creativo e della volgare pornografia.
Tra i registi che più hanno contribuito alla creazione del genere c’è Hershell Gordon Lewis, padre putativo delle nefandezze gore e splatter dei primi anni ‘60, che iniziò la sua carriera di regista e di produttore con film definiti “nudies”, il cui unico motivo di interesse consisteva nelle giovani, procaci e discinte ragazze che vi prendevano parte.
Con “Blood Feast”, Lewis battezzò il suo cinema con il sangue: interiora e atrocità varie venivano esibite senza remora alcuna.
Anche il cinema italiano, ha contribuito al genere, tra i più significativi registi: Ruggero Deodato, con il suo bellissimo “Cannibal Holocaust”, la coppia Jacopetti & Prosperi con “Mondo Cane”, film che fu spacciato per documentario al fine di porlo al riparo dalla censura; Alberto De Martino con “L’Anticristo” e “Holocaust 2000″.
Secondo me, però il regista che più ci ha regalato immagini deliziosamente disgustose e terrificanti, è stato Lucio Fulci, che attraverso la sua particolare verve visionaria ha creato film straordinariamente atroci, che gli sono valsi il sincero affetto di tutti noi appassionati dell’orrore.
Nella vecchia Europa, chi invece, seppe dare un volto al terrore fu Jesus Manera Franco, al quale dobbiamo vari capolavori.
Prima di concludere, questo breve “viaggetto”, vorrei citare il film simbolo degli anni ‘80: “Strett Trash-Horror in Bovery Street”, che lo stesso regista ripudiò.
A questo punto vi saluto, augurandovi interminabili ore di torture e incubi… qualsiasi cosa siate !!!

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