I.K.U., in giapponese “sto venendo”, è un film porno sperimentale che racconta il corpo cyber e la sessualità trans-gendered di un mondo non così lontano. Mescolando le regole del genere fantascientifico con quelle dell’hardcore, dei video pubblicitari giapponesi e dei Manga, il film è una frenetica corsa polimorfa attraverso le libido dei personaggi: Reiko, la cyborg, Dizzy, il transessuale e Tokyo-Rose, una dominatrix manipolatrice. Nel 20xx la GENOM Corporation, una multinazionale giapponese che si occupa di tecnologia informatica e ricerca sul genoma, cerca di trovare il codice dell’orgasmo. GENOM riesce a produrre una replica artificiale dell’orgasmo, il sistema I.K.U., e conquista così il mercato della pornografia. La tendenza di moda nel 20xx è il “Sesso Assistito”, con il quale le persone arrivano al piacere con l’uso di oggetti o di tecnologie virtuali, preferendo questo alla frizione fisica. Per perfezionare il sistema I.K.U. è necessario però raccogliere orgasmi di molti individui diversi. Dunque la GENOM Corporation invia a New Tokyo sette replicanti di nuova generazione “Reiko”, che possono trasformarsi seguendo i desideri delle persone che incontrano. L’inizio del film si riallaccia apertamente, con una scena di sesso nell’ascensore, alla fine di Blade Runner, un film opposto, pieno di amore ma privo di sesso. I.K.U. è stato prodotto pensando ad una generazione abituata a Internet. La storia si sviluppa in maniera non lineare, come in un ipertesto, e descrive un’era in cui il business controlla persino il piacere. E’ un film fantascientifico che predice un futuro prossimo, richiamando la nostra attenzione sul presente.

Giappone, 2000, 35mm, 75′, col.

regia
Shu Lea Cheang

sceneggiatura
Shu Lea Cheang

montaggio
Kazuhiro Shirao

fotografia
Tetsuya Yamoto

scenografia
Sasaki Hisashi

musica
The Saboten

interpreti
Tokito Ayumu, Yumeno Maria, Sasaki Yumeka, Ariga Miho, Asou Myu

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