Tokyo. La sicurezza pubblica della metropoli più splatterosa del cinema è assicurata da un corpo di polizia privato, la Tokyo Gore Police, che è autorizzata ad usare, oltre a ridicolissime uniformi-corazza in stile samurai, metodi brutali e ancor più violenti di quelli dei criminali stessi. Il nemico pubblico numero uno sono i cosiddetti Engineer, serial killer dotati di una ferocia disumana e di una caratteristica strabiliante: rigenerano parti del corpo mutilate facendo spuntare armi antropomorfe o addirittura appendici prese in prestito direttamente dai mostri giganteschi dei film degli anni ’60. Ruka è la migliore cacciatrice di Engineer, ma quando scoprirà la dolorosa verità sull’assassinio di suo padre, un ufficiale di poliza molto stimato a capo di un sindacato contrario alla privatizzazione della polizia, diventerà ella stessa un Engineer assetato di vendetta, vendetta che sarà consumata senza pietà alcuna.
Questo nuovo delirante e godibilissimo film-gore made in Japan si contraddistingue per il taglio molto “manga”: l’atmosfera ondeggia fra il buffo ed il drammatico e le scene forti sono sparatissime, proprio come lo spettatore si aspetta, e si concludono con l’immancabile diluvio di sangue spruzzato dai corpi squartati senza vergogna alcuna a mò di innaffiatore automatico. L’idea-base, quella della rigenerazione mostruosa degli Engineer, è poi davvero efficace e consente di dare vita ad ibridi davvero azzeccati come la donna coccodrillo (sta a voi intuire dove sono situate la fauci…) e l’uomo con l’enorme pene-mitragliatore (ogni nippo-fanatico avrà già capito come si procura la dolorosissima mutilazione).
Il fatto che l’intreccio non sia così complesso potrà forse scontentare un pò chi non si accontenta di vedere una sequenza di combattimenti splatter, ma il film è zeppo di trovate sceniche-gore quasi tutte azzeccate, che trasudano la consueta e nobilissima follia nipponica che contraddistingue questo genere sempre in auge.
Un’ulteriore punto a favore del film è costituito dagli esilaranti spot pubblicitari che consolidano l’atmosfera sado-gore: il cutter-G diverrà subito un oggetto di culto fra i filmbruttari!
Sangue ad ettolitri, violenza impietosa, metamorfosi disumane: difficle chiedere di più ad un film giapponese!

Autori della recensione: Marchiño

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