In una società in profonda crisi economica, alcuni liceali vengono sorteggiati dal governo e mandati su un’isola a massacrarsi a vicenda. Celebre fanta-avventura adolescenziale che all’uscita in patria ha suscitato polemiche a non finire per la violenza e per la cupezza senza speranza: ma è diventato uno dei più grandi successi al botteghino giapponese di tutti i tempi.

Cast and Credits

regia/director
Fukasaku Kinji
soggetto, sceneggiatura/story, screenplay
Fukasaku Kenta, Takami Koshun
fotografia/cinematography
Yanagishima Katsumi
montaggio/film editing
Abe Hirohide
scenografia/production design
Heya Kyōko
interpreti e personaggi/cast and characters
Fujiwara Tatsuya (Nanahara Shuya), Kitano Takeshi (Kitano Takeshi), Maeda Aki (Nakagawa Noriko), Yamamoto Taro (Kawada Shougo), Ando Masanobu (Kiriyama Kazou), Kanasawa Tukari (Kitano Yukiko)
produttori/producers
Kamatami Akio, Kayama Tetsuo, Okada Masumi, Sato Masao
produzione/production
Battle Royale Production Comittee

Il regista:

Fukasaku Kinji nasce a Mito (Giappone) nel 1930 e si laurea al Film Department of Nippon Univerity. Debutta nel cinema nel 1961 con Hakuchu no buraikan (High Noon for Gangster) e si afferma come esponente del genere yakuza-eiga, prodotto dalla casa di produzione Toei. Presto emerge la sua critica nei confronti della società contemporanea, di cui svela ipocrisie e meccanismi di potere, e da cui prende le distanze manifestando apertamente la sua frustrazione. I film degli anni ’60 e ’70 si oppongono al messaggio positivo di crescita e cambiamento promulgato dal governo con le loro atmosfere cupe e fumose. Offuscando continuamente la linea che separa il bene dal male nella sua ‘Battle Series’ ‘ che comincia nel 1973 con Jinji naki tatakai (Battles Without Honor and Humanity) ‘ il cineasta esplora tutti gli aspetti della malavita: film come Kenkei tai soshiki (Cops vs Thugs, 1975), Yakuza no hakaba (Yakuza Graveyard, 1976) e Jinji no hakaba (Graveyard of Honor, 1976) mostrano brutalità, droga, omicidi e corruzione. Successivamente al graduale collasso dello Studio System giapponese, Fukasaku si dedica ad altri generi quali storie di samurai, fantascienza, horror e musical, per ritornare ai temi delle prime opere con Fukkatsu no hi (Virus, 1980). Kamata koshin-kyoku (The Fall Guy, 1982) gli consente di vincere numerosi premi. Continua a lavorare per tutti gli anni ’90 e, nel 2000, realizza il film più controverso della sua carriera, Batoru rowaiaru (Battle Royale), che anima un focolaio di polemiche sia in Giappone sia all’estero. Nonostante ciò, il film diventa un grande successo e il regista comincia a pensare al seguito, Battle Royale II. Ma durante le riprese annuncia di essere malato di cancro: morirà nel gennaio 2003 e il figlio Kenta, già sceneggiatore del primo Battle Royale ne completerà la lavorazione. Il film, uscito in Giappone quest’estate è stato un grande successo commerciale.

Filmografia:
Fūraibō tantei: Akai tani no sangeki (The Drifting Detective, 1961), Odoshi (1966), Kurotokage (Black Lizard, 1968), Tora! Tora! Tora! (id., 1970), Bakuto gaijin butai (Gambler in Okinawa, 1971), Jingi naki tatakai (Battles Without Honor and Humanity, 1973), Jingi no hakaba (Graveyard of Honor, 1975), Doberuman deka (Detective Doberman, 1977), Yagyū ichizoku no inbō (Shogun Samurai, 1978), Fukkatsu no hi (Ultimo rifugio: Antartide, 1980), Shanhai bansukingu (Shangai Rapsody, 1984), Kataku no hito (House on Fire, 1986), Hana no ran (A Caos of Flower, 1988), Itsuka giragirasuruhi (Tokyo Gang, 1992), Battle Royale II (2003).

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