Palermo, il castello di caccamo, ha ospitato in varie epoche una brillante vita di corte e non a caso, si è meritato una fama sinistra per essere diventato sede di una congiura di baroni. Matteo Bonello, proprietario del castello, molto ambizioso, ma decisamente di scarso acume politico, ingannato dalle promesse di Guglielmo I detto il Malo, uscì dal suo maniero, venne imprigionato e lasciato morire in una segreta sotterranea , dopo che gli erano stati cavati gli occhi e recisi i tendini. Si narra, che il suo fantasma vaga nel castello ed è descritto come non molto alto di statura, con addosso un giaco di cuoio, mentre cammina lentamente con passo incerto, quasi strascicato… mentre si trascina penosamente, parla con voce grave e sorda, quasi impercettibile… fra quelle parole, i nomi di quanti lo tradirono e torturarono…
Tutto il suo odio, verso i suoi torturatori, gli impedisce di trovare la pace e quindi continua il suo inutile vagare nei secoli per vendicarsi… alcuni affermano che dalle sue vuote occhiaie, si sprigiona come una fiamma… ma tutto ciò ovviamente è solo folklore…

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