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La storia che vi accingete a leggere potrebbe sembrare una mia invenzione, invece è il resoconto di un evento, realmente accaduto nel 1955.
Nell’estate di quell’anno un viaggiatore di commercio, che si trovava a fare un giro per motivi di lavoro nel Monferrato, fu il protagonista di un allucinante, spaventoso e oscuro fatto.
Era un pomeriggio d’agosto e viaggiava con la sua vecchia auto verso Moncalvo. Il caldo era afoso, ma si preannunciava un temporale. Pochi minuti dopo, i lampi cominciarono a guizzare nel cielo, mentre la pioggia scrosciava, in quella che a tutti gli effetti era diventata una violenta bufera.
L’uomo non sapeva più dove dirigersi, quando vide una casa. La raggiunse e mise la macchina al riparo sotto la tettoia. Si diresse verso l’ingresso e bussò alla porta. La porta si aprì e si trovò di fronte una ragazza con una candela in mano, di circa quindici anni che lo accompagnò nella cucina poveramente arredata e gli offrì un piatto di minestra calda che lo ristorò.
In quell’istante entrò una persona di mezza età che salutò l’ospite con un cenno del capo e poco dopo sopraggiunse una giovane donna dall’aspetto triste, che si accostò all’uomo di mezza età, gli disse qualcosa a voce molto bassa e insieme uscirono dalla stanza.
Il maltempo continua e il viaggiatore cominciava ad avvertire la stanchezza, la ragazza se ne accorse e facendogli luce con la candela lo accompagnò fino al piano superiore, in un camera da letto.
L’uomo si buttò sul letto e dormì profondamente per diverse ore. Alle prime ore del mattino fu svegliato dalla ragazza, che facendogli cenno con la mano di non parlare, lo invitava a seguirla. Si avviò per il corridoio, poi improvvisamente si dileguò dietro ad una porta. L’uomo attese per alcuni minuti, quando un urlo acuto echeggiò nella casa, seguito immediatamente da forti lamenti.
La ragazza ricomparve improvvisamente, da dietro la porta, dove in precedenza si era dileguata. Il suo viso è sconvolto dal dolore, il petto ferito e il sangue cola sui suoi abiti. Ella cade a terra. L’uomo tenta di portarle aiuto ma constata che è deceduta. Il viaggiatore in preda al panico, non sapendo cosa fosse accaduto, si mise a cercare le altre persone che aveva visto la sera prima.
Le rinvenne in una camera straziate da ferite d’arma bianca, morte anch’esse.
Uscì all’aperto e fuggì.
Qualche ora più tardi fu ritrovato in stato confusionale che vagava per la campagna circostante.
In seguito si scoprì che il 23 luglio del 1944, tutti i componenti della famiglia, erano stati massacrati dai tedeschi, perché avevano aiutato dei partigiani.

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