Serial killer immaginario, Leatherface, verno nome Thomas Hewitt è il protagonista della saga cinematografica Non aprite quella porta. È sempre rappresentato come un uomo sadico e crudele, ma in realtà uccide perché ritardato mentalmente, e perché crede di essere minacciato. Il personaggio è molto simile all’assassino Ed Gein che, come lui, indossava maschere con la pelle del volto delle proprie vittime.

Thomas Hewitt nasce nell’agosto del 1939, all’interno di un mattatoio da una donna con gravi problemi di peso, che non riesce a reggere il parto ed ha un arresto cardiaco. Il proprietario del mattatoio, scoprendo che si tratta di un bambino sfigurato, quasi orribile a vedersi, lo abbandona in un cassonetto dell’immondizia. In seguito, il piccolo Thomas verrà salvato dal suo destino da Luda Mae Hewitt, una ragazza povera che, nell’intento di scavare nell’immondezzaio, scopre il bambino e, dimostrandosi affettuosa con esso, lo porta a casa sua decidendo di adottarlo.

In seguito quello che sembra essere una possibile infanzia felice per Tommy è in realtà un crescendo di sofferenza che lo trasformerà in un mostro senza umanità. Voluto dal destino sfigurato, Tommy non riesce ad accettarsi, non avendo neanche acquisito bene l’uso della parola, e comincia a provare una sorta di ripugno nei suoi confronti, alimentato anche da suo fratello Charlie, che dopo l’esperienza vissuta nella Guerra di Corea è praticamente diventato un folle. Thomas passerà gran parte della sua adolescenza all’interno di un mattatoio, provando un grande odio per la società che da sempre lo respinge. Sin dalla nascita ammaliato dall’odore della carne, Tommy dà sfogo della sua rabbia repressa autolesionandosi più volte, finché non comincia i primi esperimenti di creazione di facce di cuoio utilizzando delle carcasse di animali morti.

Dopo poco tempo lascia la scuola, e si dedica a tempo pieno al mattatoio, unico luogo dove si sente a casa. Gli anni passano, e nel 1969 il mattatoio chiude per problemi sanitari, Thomas non gradisce e colto da un improvviso raptus omicida uccide a colpi di martello il proprietario del mattatoio (lo stesso che in passato lo abbandonò); calmandosi in seguito, e provando un inaspettato senso di piacere nello spezzare una vita, Thomas scorge su un tavolo una vecchia motosega, forse per avere una protezione, o forse semplicemente per una malsana attrazione, la prende e scappa dal mattatoio. La motosega diventerà da quel momento il suo simbolo e l’oggetto con cui sfogare l’odio che prova verso gli altri.

In seguito lo sceriffo della città raggiunge casa Hewitt per avvertire dello spiacevole inconveniente; Charlie Jr. il capofamiglia va con lo sceriffo a cercare Tommy. Su una strada deserta, scorgono la sua figura, e mentre lo sceriffo è lì lì per arrestarlo, Charlie lo uccide con una fucilata in testa, mostrando forse il primo atto di affetto verso il fratello. Il mattatoio è chiuso, e il lavoro ormai non è più di casa. Charlie convince Thomas ad aiutarlo con i preparativi della prossima cena, affettando con la motosega il cadavere dello sceriffo e servendolo in seguito. Ciò comporterà il primo atto di cannibalismo della famiglia Hewitt. Isolati dal mondo, e per di più continuamente respinti solo perché appartenevano ad un ceto sociale basso, Charlie convince gli altri membri della famiglia che è arrivata l’ora di colpire la società attaccando i giovani hippie che passano per le strade, per cibarsi delle loro carni.

Le prime vittime di questa furia omicida saranno due fratelli accompagnati dalle loro ragazze, in partenza per il Vietnam. Thomas ha una seconda prova della sua attrazione per i cadaveri, quando prende quello di una motociclista morta, e la porta nel suo sotterraneo, dove ha sempre praticato lavori di taglio e cucito. Mentre i fratelli Hill vengono barbaramente torturati da Charlie, ribattezzato Hoyt, Thomas resta nascosto nel suo seminterrato, aiutando suo zio solo nei momenti in cui viene richiesta la sua presenza. Completamente libero dalle regole, il giovane Thomas darà sfogo a tutto il suo lato peggiore, quando sotto l’ordine di Hoyt torturerà Eric Hill, il fratello più grande dei due ragazzi in partenza per il Vietnam. Durante la notte, la famiglia Hewitt subisce un attacco da parte di un tizio venuto a cercare la sua ragazza, mentre sta per finire Hoyte, Tommy arriva in suo aiuto, e mette fuori gioco il motociclista, in seguito istigato da Hoyt, Thomas ricorda i ragazzi che l’hanno respinto in passato, e ora tutti quanti sono identificati da quel motociclista a terra. Colto da una rabbia senza precedenti, Tommy attiva la motosega e fa in due il corpo del giovane. In seguito, ormai confermatosi uno psicotico assassino a tutti gli effetti, Leatherface uccide Eric e ve ne prende la faccia, cercando così di nascondere la sua sotto altra pelle umana, quasi volendo essere a tutti gli effetti iguardabile.

Ormai ribattezzato nel suo interno Leatherface, Thomas abbandona tutta quella sua apparente umanità, confermandosi un massacratore pieno d’odio, agendo per vendetta nei confronti della società. L’ultima spirale di umanità ci sarà quando uccide Chrissie, la ragazza di Eric, dopo averla finita infatti le accarezza il viso, scoprendo per la prima volta un sentimento umano, ma reprimendolo subito quasi con disgusto. Quando nella notte è ormai finito il primo massacro, Faccia di cuoio torna a casa a testa bassa, stanco di ciò che è, ma consapevole che ormai è così e non vi è modo di cambiare. Contribuirà a ben 33 omicidi insieme alla sua famiglia, prima di sparire nel nulla lasciando solo il mito.

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