La Paramount ha prodotto questa pellicola dei fratelli catalani Àlex e David Pastor, dopo soli due cortometraggi all’attivo, segno che doveva credere molto in questi due giovani artisti e nella loro possibilità di esprimersi pienamente con questo film.

All’apparenza la trama sembra un pò scontata, ma non è così… la pellicola si può tranquillamente collocare nel genere postapocalittico, condito da pandemie, contagi, pseudo-morti viventi e sana e pura violenza.

Un virus letale si è propagato in tutto il mondo, mietendo vittime ovunque. Un gruppo di quattro ragazzi, scampati al virus, “decide” di attendere di vivere al meglio, quelli che forse potrebbero essere gli ultimi giorni della loro vita. Decidono così di raggiungere in auto una località balneare nel Golfo del Messico.
Il viaggio si rivela una vera e propria “immersione” nell’inferno. Improvvisamente l’auto sulla quale viaggiano va in panne e loro rimangono bloccati in un posto isolatissimo abitato solo da cadaveri umani e persone ridotte in uno stato pietosissimo in attesa di un’agonizzante fine.
C’è un piccolo problema… oltre che dai cadaveri il posto è “popolato” da un gruppo di bambini infetti, pseudo-zombie e scienziati in preda a follia omicida…. e tutti voglio ammazzare i quattro ragazzi…

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