Che George Lucas sia un grande regista è appurato da tempo. Ma è proprio questo “tempo” che ora andremo ad analizzare tra i suoi successi. Non è strano che uno dei suoi capolavori sia anche il suo primo lungometraggio.

George Lucas (1944) ha esordito come regista nel 1971 con il lungometraggio “THX 1138” è il primo lungometraggio di Lucas, il quale ne ha curato anche la sceneggiatura. Seguono nel 1973 “American Graffiti”, nel 1977 “Guerre stellari”, nel 1999 “Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma”, nel 2002 “Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni”, nel 2005 “Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith”.

“THX 1138” è conosciuto in Italia con il titolo “L’uomo che fuggì dal futuro”, è ispirato al cortometraggio del 1967 “Labirinto elettronico: THX 1138 4EB”. Il film è stato presentato nel 1971 alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes. Nel 2004 la pellicola è stata restaurata e rimontata.

Con “THX 1138” ci troviamo di fronte ad una realtà fantascientifica nella quale dopo una guerra nucleare l’uomo si è visto costretto ad instaurare un nuovo programma di vita. È il XXV secolo e l’umanità vive rifugiata in città sotterranee controllate dalle macchine. L’intento della nuova società è di tendere verso la perfezione, verso un diventare perfetto che non ammette sentimenti. Alla base ci stanno proprio i sentimenti frenati dell’umanità. Ogni essere umano è imprigionato in un meccanismo che non permette di compiere azioni non indotte dal programma giornaliero del lavoro. Per ottenere ciò l’umanità è costantemente sotto influsso di droghe molto forti che inibiscono completamente il ragionamento e che portano ad azioni prestabilite e controllate al secondo.

È un mondo diverso nel quale non è ammesso cogitare ed agire di propria iniziativa. La religione continua ad avere un ruolo importante nella vita dell’uomo, divenendo però anch’essa una macchina, le persone si rifugiano in stanze con l’immagine di Cristo ed un nastro registrato che ripropone sempre le stesse parole all’utente che si sfoga per il suo non essere completamente perfetto. Il controllo della mente avviene così senza che gli abitanti possano constatarlo. I sentimenti sono del tutto eliminati così come l’atto sessuale. La spersonalizzazione dell’individuo è altissima, non esistono i nomi propri che noi conosciamo ma sigle alfa numeriche che indicano la persona.

Protagonista del film è THX 1138 (interpretato da Robert Duvall). THX 1138 divide il suo appartamento con LUH 3417 (interpretata da Maggie McOmie). LUH 3417 è la prima ribelle della società, una sorta di autoconsapevolezza interna riesce a far sì che non siano più necessarie le pillole per vivere. LUH 3417 si rende conto dell’inganno della società e della falsa perfezione per la quale gli esseri umani sono diventati soltanto componenti di lavoro per la creazione di altre macchine che controllano la loro vita in ogni istante. La donna, scopertasi innamorata del suo compagno di stanza, cerca di liberare anche THX 1138 dalle pastiglie giornaliere. Riesce nell’impresa ed i due riscoprono l’atto sessuale. Ma ogni casa in ogni momento del giorno è controllata e la coppia sarà costretta a pagare questa ribellione.

I nomi dei due personaggi hanno una spiegazione, THX e LUH rappresentano il sesso e l’amore, una simbologia che ripercuote il sentimento della pellicola e la distanza dolorosa dei due dopo la scoperta del piacere.

Nel cast: Robert Duvall, Donald Pleasence, Don Pedro Colley, Maggie McOmie, Ian Wolfe, Marshall Efron, Sid Haig, John Pearce, Irene Forrest, Gary Alan Marsh, John Seaton, Eugene I. Stillman, Raymond Walsh, Johnny Weissmuller Jr.

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