1982, esce nei cinema La Cosa (The Thing), diretto da John Carpenter un anno dopo aver girato il cult 1997: Fuga da New York (Escape from New York, 1981).
Remake della pellicola di Howard Hawks, La cosa da un altro mondo (1951), cult fantascientifico degli anni ’50 e tratto (entrambe le versioni) dal racconto fanta-horror Who Goes There? (Chi va là?) di John W. Campbell. Ambientato al Polo Sud, inizia con un elicottero che inseguendo un husky giunge alla base scientifica U.S. Outpost #31, nel tentativo di abbattere il cane, l’elicottero precipita esplodendo. Due uomini, tra cui il protagonista R.J. MacReady (Kurt Russel, nuovamente in coppia con John Carpenter), partono in direzione della base norvegese (luogo da cui proviene l’elicottero) per capire il motivo dell’inseguimento. Qui non trovano nessuno, il campo sembra abbandonato. Trovano un corpo deformato semi umano e completamente bruciato e materiale di quello che si scoprirà essere una nave aliena. Nel frattempo l’husky, rinchiuso nel canile muta e si trasforma in un aggressivo e raccapricciante mostro che attacca gli altri cani, massacrandoli. Viene carbonizzato con un lanciafiamme e il successivo esame dimostrerà che si tratta di una creatura in grado di assumere e interpretare alla perfezione un qualsiasi altro essere vivente, umani inclusi. Da qui inizia l’incubo, chiunque di loro può essere la “cosa” e infatti cominceranno a cadere come mosche fino al drammatico finale.
La pellicola di Carpenter è forte, brutale e priva di speranza. Si discosta parecchio dall’originale di Hawks. L’ambientazione varia, si passa dal Polo Nord dell’originale al Polo Sud. E se nel primo il manipolo di intrepidi fa fronte comune verso la minaccia aliena, nell’opera di Carpenter s’insinua la paura tra i personaggi, la diffidenza tra di essi. Ognuno di loro può essere una potenziale minaccia e quindi ognuno deve pensare alla propria incolumità. Disgregazione dell’umanità e diffidenze verso il prossimo, vere tematiche del film. E in questo, il film di Carpenter è più aderente al libro che Campbell trasse dal suo stesso racconto. La Cosa, l’alieno è rappresentato stilisticamente più sanguigno e repellente rispetto alla versione originale. Carni che si spaccano, sangue (il film più sanguinoso nella filmografia di Carpenter) e mutazioni repellenti (vedi Testa -Ragno) dovute al genio degli effetti speciali Rob Bottin (allora 23enne, con questo film ottenne il rispetto di Hollywood che premiò in seguito con un Oscar speciale per gli effetti speciali di Atto di Forza, 1990). Effetti speciali (di lovecrafchiana memoria) che al tempo furono altamente attaccati dalla critica, non tanto per il raccapriccio, ma perché, secondo loro, sovrastavano la storia. Ovviamente col tempo le critiche son cambiate, trasformando La Cosa in un cult movie.
Il film presenta un cast completamente maschile su cui primeggia Kurt Russel, in uno dei suoi ruoli migliori. Unica “presenza” femminile la voce del computer di MacReady (nell’originale dell’allora moglie di Carpenter, Adrienne Barbeau).
Gli incassi, rispetto al budget concesso a Carpenter (uno dei più alti della sua carriera, 10 milioni di dollari) furono deludenti, il film si classificò a un misero 56° posto.
Questo parziale fallimento è anche da riscontrarsi col l’anno d’uscita.
Era il 1982, l’anno di E.T. e del grande Steven Spielberg. La gente preferì il tenero extra-terrestre e il suo messaggio di pace e amore, invece che l’alieno cattivo venuto a infrangere le sicurezze umane.
C’è da biasimarli? Direi di no.
Curiosità: la grafica del titolo durante i titoli di testa è identica a quella dell’originale di Hawks.
In Italia uscì al cinema vietato ai minori di 18 anni e sempre per l’Italia va ricordata la colonna sonora di Ennio Morricone.
Un cult horror sci-fi da riscoprire!

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