Inizio Ottobre. In un piacevole venticello incontriamo finalmente la “Musa matriarcale del jet set ” a Lungo Tevere in un tramonto rosso e pigro, come se Roma non volesse cedere la sua incredibile luce alle tenebre.

Francesca arriva puntuale e pare una visione. I capelli son dello stesso colore del tramonto, il rosso ramato della chioma leonina si ribella nel vento in mille onde suadenti che fanno il verso al quadro di Botticelli. La sua pelle è compatta e incredibilmente luminosa come fosse di marmo. Vestita con un ammaliante caftano verdastro e uno scialle bordò intarsiato d’oro buttato su una spalla, appare come un personaggio antico e modernissimo in bilico in una Roma-Babilonia. Mi saluta calorosamente, e lo sguardo mi cade subito sul profilo da statua classica, le labbra carnose prendono pieghe tra l’ironico e il severo asseconda del filo dei racconti. Gli occhi sono di un verde cangiante che batte verso i colori che indossa, l’insieme è esotico e sensuale, le forme e lo sguardo felino ricordano la Elizabeth Taylor di quarant’anni fa.

Negli ambienti bene di Roma tra attori, giornalisti e nobildonne spesso si parla di lei come di una persona forte, creativa, simpatica e determinata.
Francesca Berger è considerata una vera e incredibile Musa per grandi artisti e mondani.
Animatrice di Roma negli anni ottanta e novanta con i suoi amici di sempre Gil Cagnè (l’indimenticabile visagista delle dive più famose del mondo) e il grande poeta scrittore Biagio Arixi (di libri stupendi e audaci come Peccati Scarlatti che Francesca recensì per la presentazione a Milano)

Genio e mondanità, classe e un pizzico di trasgressione sono state le costanti di questa donna e delle sue tribù: il jet set romano e il mondo del cinema. Francesca Berger ha forse la prerogativa di essere il femminile per eccellenza ; il fuoco sotto la cenere: una Musa e una Matriarca allo stesso tempo . La doppia faccia femminina emerge in lei come può, dalla polvere, apparire l’effigie di un’antica medaglia romana.
Donna Musa/Donna Matriarca, questi due archetipi si fondono creando il ritratto di Francesca Berger.

Sogno e nutrimento son stati gli elementi di questa bellissima signora madre e artista, che custodisce mille segreti capitolini e internazionali. I suoi uomini si sono sempre affidati totalmente a lei , anche se ricchi e famosi. La sua protezione preziosa è originata dal suo cervello, ultimo enigma per tutti suoi compagni. La sua venustà e le sue chiome abbondanti hanno sempre velato il carattere risoluto di una vera lavoratrice nel campo artistico che ha cresciuto degnamente una figlia da sola. Cultura, classe e umiltà sono i suoi valori. Francesca Berger è una Minerva che si è reinventata sempre, che ha consigliato, mediato e sostenuto i suoi compagni, che trovavano riparo solo nelle sue rassicuranti grazie muliebri.
Nata non per prendere ma per dare. Ai suoi piedi sono capitolate anche teste coronate. Francesca nella sua potente gioventù con un calcio poteva scansare le ricchezze offerte al suo cospetto. La fama o il lusso le sono importati sempre meno della sua dignità e della sua libertà. UNA DONNA INDIPENDENTE Come dichiarato dal marito stesso Helmut Berger , a differenza di altre grandi star internazionali, a diverse emittenti tedesche in passato.

L’ insopprimibile energia di questa Musa/Matriarca è emersa prima nel teatro di prosa poi nel campo editoriale fotografico poi giornalistico con grossi memoriali su Chi e Oggi per personaggi del calibro di Sean Connery o Gian Maria Volontè.
PR del Jet set ma preferiva definirsi semplicemente ”una padrona di casa”. Ha collaborato nel passato con locali leggendari come il Gil’s o il Jackie O’, o più recentemente con il Gilda o il Vertigine a Roma . La mondanità non l ha mai distolta dal lavoro di scrittura come editorialista e come sceneggiatrice. Fino ad arrivare, forte delle sue esperienze alla regia teatrale.

Francesca, grazie per la passeggiata prima di tutto. Il tuo nome è stato abbinato fin da giovanissima a dei Mostri Sacri del cinema e alle feste, insomma alla Roma magica della mondanità, sei nata a Roma ?
No Antonello sono di origine pugliese, ma son venuta a Roma per una mostra di miei quadri in via Margutta, “la marguttiana “ si chiamava ; ero solo una ragazzina di diciassette anni, insomma nasco come pittrice. Ho lavorato nel campo dell’arte sempre. Poi divento attrice di prosa e vengo scelta da dei nomi molto importanti a fine settanta inizio ottanta come Aldo Giuffrè, Antonella Steni e Valeria Valeri, all’inizio degli anni 90 inizio a produrre e occuparmi di servizi fotografici e successivamente cominciai a scrivere.

Come sei entrata nella mondanità?
La mondanità mi ha solo per simpatia aperto la sua porta dorata e io l’ho abbracciata istintivamente , ma intendiamoci era una mondanità fatta di magnati, di intellettuali vitali e di attori di prim’ordine. Con Gil Cagnè e Biagio Arixi, due fratelli per me, lanciavamo i locali della notte, eravamo i PR più ricercati della capitale. Dalla tovaglia ai fiori, alla stampa, insomma tutto era deciso da noi all’insegna della stravaganza e del gusto. A queste feste intervenivano Lisa Minelli, Nurejev , De Niro, oggi non ci son feste di quella portata a Roma. Ho curato l’Ufficio Stampa per il teatro, insomma lo spettacolo ti dicevo è il mio pane, ma sono anche una memorialista che ha scritto per testate molto importanti. La scrittura mi aiuta molto e ho due testi a cui sto lavorando: un libro sui decenni vicino a Helmut Berger, prima e dopo essere diventato mio marito: follia e divertimento, crudeltà e amore. Insomma una bomba. Poi un secondo libro sul Jet Set ma che tratta anche di misteri foschi e inquietanti, di seconde vite di donne e uomini noti con cui sono venuta in contatto.

Eri giovanissima a fine settanta, non avevi ancora vent’anni e già si parlava di te, raccontaci di un tuo amore di quegli anni?
Ma se ti devo dire la verità son stata molto corteggiata sempre, ma per me, finchè non me ne innamoro, gli uomini son trasparenti. Si è vero, anche molti attori hanno perso la testa per me , alcuni li ho considerati, ma la maggior parte li ho declinati non si può dire si a tutti.

Qualche nome puoi farlo Francesca visto che tutta Roma parlava del tuo fascino in quegli anni?
Renato Salvatori è stato un mio amore, mi ha parlato tanto del mondo di Visconti, delle sue relazioni, delle sue frequentazioni, dei suoi gusti crudeli e raffinati, quasi una profezia visto poi mio marito………..ma anche Di Alain Delon e del Maestro….insomma mi ha svelato un cinema diverso. Un attore enorme, ero innamorata della sua passione per me ma anche della sua esperienza. Lo ricordo in attesa davanti al Teatro Parioli con i fiori in mano.

Ma è vero che Benigni era pazzo di te ?
Beh mi ha corteggiata con classe, ricordo Roberto futuro genio mondiale (premio Oscar) del cinema , all’epoca timido, mi veniva anche a cercare al Gil’s, non era conosciuto neanche dai miei amici, oggi mi fa tenerezza pensarci. Lui mi stupiva tanto fosse timido e poi terribilmente divertente, sotto sotto magari era un piccolo diavolo, ma con me è stato un gentleman timido e squisito lo ricordo con un tale affetto.

Sei stata Musa Amante e Matriarca dell’ultima star tedesca (così lo ha definito Bunte) Helmut Berger cosa vi lega?
Un filo incredibile misterioso e insondabile, come è il destino. Ho deciso solo di non vivere più sotto lo stesso tetto. Ma sai Helmut è in artista “indomabile “(ride).Ma per lui ci son sempre stata anche in questi anni e lui lo sa bene. L ho sempre appoggiato e difeso da tutto e da tutti, ma un grande errore è dare a qualcuno generosamente, senza chiedere nulla, le persone si abituano a ricevere e il giorno che smetti di farlo….l’errore è stato il mio.
Una luce di rassegnazione illumina gli occhi cangianti della donna, il verde ricorda uno stagno senza fondo.

Cosa Intendi ?
In la caduta degli dei di Visconti (per il ruolo, giovanissimo l’attore fu in concorso per il Golden Globe per miglior attore esordiente )ha interpretato in un solo un ruolo un nazista , travestito, drogato e pedofilo; il male assoluto insomma, in maniera magistrale da Oscar anticipando l’attuale fenomeno del trasgender di trent’anni. Un attore sempre incredibilmente in parte, un perfezionista da brividi, ma purtroppo l’Italia era diventata molto pignola con lui, io stessa l ho spinto ad andare all’estero. In Germania, Austria e Francia è un’icona come lo può essere Jack Nicholson , qui invece lo volevano confinare nel ruolo di star passata ormai tutto mondanità. Helmut è un’attore di razza (ha lavorato con registi come Coppola, Chabrol, Losey, con Vittorio De Sica (Il giardino dei Finzi Contini suo film fu premiato con l’Oscar pure) oltre a molte opere immortali con Luchino Visconti.
Un momento di silenzio e di riflessione, il viso di Francesca appare contrito e i suoi occhi diventano più severi e da verdi appaiono inaspettatamente più vicino all’acciaio come colore.
Scrolla la folta capigliatura e sorridendo di nuovo soave dice – Helmut come marito merita due schiaffi ma come attore merita l’oscar. Recentemente ha interpretato Ives Saint- Laurent di Bertrand Bonello e la critica di tutto il mondo l’ha applaudito di nuovo come il migliore interprete del film.

Un uomo teutonico in mezzo alle bellissime del cinema mondiale come Helmut Berger ha perso la testa per te, italiana e molto mediterranea. Non ti pare curioso?
Non mi sono mai posta il quesito (ride), mi disse “ti voglio sposare’’ dopo tre giorni che ci conoscemmo, quando parlava di me diceva sempre ‘’Francesca è una vera donna del sud’’ quasi fosse stato un gran pregio essere una donna del sud”…Forse le italiane mediterranee hanno una marcia in più ….non lo so …io amavo ridere e divertirmi con lui ma anche il suo perfezionismo e raffinatezza. Oggi mi diverte meno Helmut, la crepa fu creata dai suoi eccessi e una valanga di menzogne molto attoriali, ma lui, come altri miei uomini, non sa perdonare la mia capacità di scegliere chirurgicamente , fui io a volere la separazione. Non basta essere una star mondiale o la bellezza o la fama per tenere legata una donna di carattere, però lui questo di me lo ha sempre saputo. Certi uomini pensano che la ragazzina forse inesperta che hanno conosciuta rimanga sempre tale negli anni, quello è il loro errore , ma sai noi donne si cresce e andiamo molto a fondo nelle cose….. –Francesca scoppia in una risata contagiosa e avvolgente.

In questo preciso istante col sole che la illumina capisco perché le star litigavano per avere Lei vicino e non parlo solo della sua indiscutibile sensualità, ma di qualcosa di indefinibile di ironico e di malinconico nei suoi occhi : un vero crogiuolo di emozioni diventa una semplice passeggiata con lei .

Si dice che Massimo Troisi ti abbia amato, è vero ?
Beh si abbiamo avuto una breve relazione, lo ricordo come un ragazzo dolcissimo , spiritoso e geniale. Da coccolare, ma anche un artista che ti può far tremare per la sensibilità. Ci piacevamo, non lo può dimenticare chi l’ha conosciuto. Massimo era unico.

Hai rifiutato tanti corteggiatori ?
Beh si ogni tanto sorrido, quando li trovo, nei grandi fratelli vip, o nei salotti televisivi, gli anni passano, sono solo un po’ meno belli….. è la vita e l’acqua scorre per fortuna.

Tutti aspettano il tuo spettacolo ce ne parli?
Volentieri Antonello, fare la commediografa e la regista è la mia passione. Ho avuto lo stesso male di Lamberto Sposini, ma l’ho sconfitto, ed è come se avessi la consapevolezza che ho vinto ma solo grazie all’ignoto e alle sue forze che ci circondano. Forse perché ho salvato la vita a delle persone, dunque il cielo me ne ha restituita una.
Son molto cambiata dopo quel dramma son più disponibile nel dare di me stessa: pensieri, emozioni ,riflessioni . Credo che in attimo possa tutto finire: bisogna dare, vivere amare, ridere. Dunque il teatro mi si confà benissimo. Lo spettacolo è una commedia scritta a quattro mani con Salomè da Silva, (figlia di Francesca Berger e del calciatore brasiliano Joao Batista da Silva) che come interprete credo sia in grado di dar molto della sua preparazione anche in una veste comica. Si è bella Salomè, e va sfatato il concetto che se sei bella non fai ridere, non è facile trovare un talento comico come lei. #Social  Mente Pericolosa si chiama lo spettacolo ed è co-prodotto da me con Daniele Giannella. Uno spettacolo divertente e brillante di cui io sono anche la regista. Ci sono anche canzoni molto belle interpretate dal bravissimo  Marcello No’.

Tutti dicono che Salomè ha preso l’appeal di Francesca e il talento dei maestri che vedeva da piccola vicino alla madre. Chi è Salomè?
Salomè è Salomè …………. è alla sua prima opera come scrittrice teatrale e ha una carriera di rispetto tra televisione, pubblicità e teatro .Con lei sono stata una madre davvero molto presente. Io conosco il mondo dello spettacolo e le sue crudeltà e l’ho sempre protetta per farne una professionista.

Francesca in questo momento ti ringraziamo ma vogliamo far conoscere al pubblico di MondoRaro, Salomè, da Silva tua figlia, che dicono conoscenze comuni, sia un sogno perché incredibilmente bella. Ce la farai intervistare per MondoRaro?
Se lei vorrà certo, lei è una ragazza dolce, frizzante ma anche umile, e come suo padre (ex goleador della Lazio) ha una personalità del tutto sorprendente.

Francesca grazie e oltre a ringraziarti per il tuo incredibile charme e per la passeggiata cosa possiamo dire di te al pubblico ?
Sorride, scuote ancora la chioma abbagliante e non esita un istante:
Vi invito tutti ad uno spettacolo incredibilmente divertente, una serata veramente gioiosa per tutti. Ne abbiamo bisogno la vita è una dono incredibile ricordiamocelo non ci pensiamo mai. Festeggiamola con l’allegria. Anche a Teatro
Ricordate amici #Social:)Mente Pericolosa dal 12 dicembre al Teatro Petrolini, a Roma in via Rubattino, non potete mancare

La bellissima signora dalla chioma fulva, mi saluta cordialmente si allontana con le sue storie a volte divertenti a volte tragiche come è la vita. Mi rimane guardando la sera affacciarsi insinuante sul Lungo Tevere la trasparenza e il mutare dei suoi occhi, l’eco della sua risata irriverente, la Musa forse ha colpito di nuovo.

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