Mariano Rigillo foto Pino Miraglia

Nato a Napoli il 12 settembre 1939, quando studia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, Mariano Rigillo ha come maestri Orazio Costa e Sergio Tofano. Dopo il diploma, nella seconda metà degli anni ’60, si afferma come uno dei più promettenti interpreti teatrali, convincente sia nel repertorio classico (Seneca, Giordano Bruno, Shakespeare, Goldoni) che moderno (Bertolt Brecht, Giuseppe Patroni Griffi). Proprio con Patroni Griffi si mette in luce con Napoli, notte e giorno e Napoli, chi resta e chi parte e debutta nel cinema in Metti una sera a cena (G.Patroni Griffi, 1969). Qualche anno dopo offre un’eccellente prova indossando la divisa di uno spietato Nino Bixio in Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno mai raccontato (Florestano Vancini, 1972).
E’ gia un attore affermato quando nel 1974 si cimenta a teatro con Quello che verrà considerato uno dei suoi più grandi successi, Masaniello (di Elvio Porta e Armando Pugliese). Contemporaneamente lavora anche in televisione dove partecipa a numerosi spettacoli di prosa, tra cui Il Mulino del Po (Sandro Bolchi, 1971), La morte di Danton di Buchner (Mario Missiroli, 1972) e La trilogia della villeggiatura di Goldoni (Mario Missiroli, 1975).
Nel 1981 rivisita il teatro di Raffaele Viviani curando l’allestimento di Pescatori, a cui seguirà Zingari nel 1993. Significative le sue apparizioni sul grande schermo (Regina, Salvatore Piscicelli, 1987), (Il postino, Michael Radford, 1994), (Un uomo perbene, Maurizio Zaccaro, 1999), (Sottovento di Stefano Vicario, 2001), (100 metri dal paradiso di Raffaele Verzillo, 2012), (Andiamo a quel Paese di Salvatore Ficarra, Valentino Picone, 2014), (Lasciami per sempre di Simona Izzo, 2017), (Edhel di Marco Renda, 2017).

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here