Cannibal Holocaust è un film diretto da Ruggero Deodato nel 1979, ma uscito nelle sale cinematografiche nel 1980.

È stato proiettato alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia del 2004, nell’ambito della rassegna Italian Kings of the B’s.

Considerato il più famoso e controverso film del genere cannibal, alla sua uscita generò subito molte polemiche, per le vere uccisioni di animali e per il realismo di alcune scene, tanto che lo si credette uno snuff movie: per questo motivo fu intentata una causa contro il regista. Il film rafforzò la fama di Deodato come autore estremo, dopo il precedente Ultimo mondo cannibale, e gli valse l’appellativo Monsieur Cannibal, datogli dai francesi.

Nonostante le controversie, Cannibal Holocaust è considerato da molti un’interessante e cruda analisi della società civilizzata, nonché un lucido atto d’accusa contro i mass media, diversi anni prima di Assassini nati. Già dalle prime sequenze, Deodato fa capire quali siano secondo lui i veri selvaggi(mentre un reporter alla TV parla delle tribù cannibali, le immagini mostrano scene di vita in una città moderna).

La pellicola non è mai stata trasmessa dalla televisione italiana.

Interpreti e personaggi

* Robert Kerman: professor Harold Monroe
* Francesca Ciardi: Shanda Tomaso
* Perry Pirkanen: Jack Anders
* Luca Barbareschi: Mark Williams
* Gabriel Yorke: Alan Yates
* Salvatore Basile: Chaco Losojos
* Ricardo Fuentes: Felipe Ocaña
* Lucia Costantini: adultera
* Enrico Papa: giornalista televisivo
* Ruggero Deodato: uomo al parco
* Paolo Paoloni: dirigente televisivo
* Lionello Pio di Savoia: dirigente televisivo

l film inizia con una veduta aerea della foresta amazzonica, accompagnata dalla dolce musica di Riz Ortolani.

Si apprende da un servizio televisivo che quattro giovani reporter, tre ragazzi e una ragazza (Jack Anders, Shanda Tomaso, Mark Williams e Alan Yates), incaricati dalla emittente televisiva BDC (evidente riferimento alla BBC) di girare un documentario sulle tribù che praticano il cannibalismo in Amazzonia, non danno più notizie da un mese. Il professor Harold Monroe viene incaricato di effettuare le ricerche e, mentre raggiunge la località, da ordine di far partire subito una spedizione militare.

A questo punto si alternano scene distensive della giungla e filmati di repertorio che mostrano fucilazioni e atti di cannibalismo. Uno dei militari muore, avvelenato da una freccia al curaro, e viene catturato un indigeno che stringe tra le mani un accendino.

Il professore inizia allora la sua ricerca, facendosi accompagnare da una guida, da un giovane indio e da uno schiavo indigeno. Nella foresta incontrano serpenti, tigri, caimani e sanguisughe. Trovano anche il cadavere scarnificato divorato dai vermi di un amico della guida e un gigantesco guscio di una tartaruga. La guida costringe lo schiavo a fare uso di cocaina, dopodiché l’indio squarta un topo muschiato: la ripresa è stata realizzata senza l’ausilio di effetti speciali, uccidendo realmente l’animale.

All’improvviso con uno stacco si inserisce la sequenza di un’adultera che viene trascinata dal marito, violentata con un fallo di pietra e infine lapidata. La scena è sottolineata da un cupo sottofondo musicale.

Il professore intanto raggiunge un villaggio dove il capo tribù gesticola indicando capanne bruciate e resti umani. La spedizione continua il suo cammino e giunge a un altro villaggio, abitato dagli indios Shamatari. Finalmente il gruppo giunge al villaggio dei cannibali, dove trova i corpi ridotti a scheletri dei reporter ed il materiale da loro girato. La spedizione viene invitata gentilmente a un pranzo cannibale.

Il professore torna a New York e visiona il materiale girato dai quattro reporter. Vengono mostrati cinque filmati: il primo è un filmato girato in precedenza dai quattro, e mostra fucilazioni e violenze terribili. È seguito da alcuni filmati girati in Amazzonia: i quattro scherzano e chiacchierano. Uno stacco fa vedere il professore che parla con i parenti dei ragazzi, e dalle loro risposte e dai loro atteggiamenti si comincia a insinuare il dubbio che i quattro non fossero persone particolarmente civili.

Nel secondo video sono mostrate raccapriccianti uccisioni di animali in diretta. I reporter trascinano fuori dal fiume una gigantesca tartaruga e la sventrano completamente, tra il disgusto e l’eccitazione; quindi vi è l’uccisione di un’enorme vedova nera, una gamba amputata per il morso di un serpente e altre immagini di carattere antropologico.

Nel terzo video i quattro entrano in un villaggio, radunano gli abitanti in una capanna e le danno fuoco, ardendo vivi gli indios. Intanto, mentre riprendono la scena con eccitazione, sostengono che siano stati altri indigeni a commettere il fatto. Si passa quindi a una scena di sesso tra Alan Yates e Shanda Tomaso, un accoppiamento quasi selvaggio che si svolge sotto gli occhi di un silenzioso gruppo di indigeni anziani.

Nel quarto filmato c’è una scena sconvolgente, dove una donna incinta viene fatta partorire, il neonato viene immerso nel fango e lei viene lapidata. Jack Anders, Mark Williams e Alan Yates poi inseguono una giovanissima indigena e la stuprano, sotto gli occhi sconvolti di Shanda Tomaso, che cerca invano di farli smettere. Alla fine i quattro impalano la povera ragazza indigena e riprendono la scena, commentando il fatto e sottolineando il comportamento barbaro degli indigeni, come se il terribile gesto fosse colpa loro.

Le scene finali del film mostrano la morte in diretta dei quattro reporter, catturati e sventrati dai cannibali. Jack Anders viene evirato e letteralmente fatto a pezzi, Shanda Tomaso viene violentata e decapitata, mentre Alan Yates muore davanti alla telecamera, gridando: «Continua a girare!».

Il film si conclude a New York, dove i dirigenti della BDC, disgustati, rinunciano a mostrare i filmati dei reporter. Il professore esce dagli studi perplesso e scioccato, commentando: «Mi chiedo chi siano i veri cannibali».

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