L’horror prodotto in onore degli anni 80.

Tit.originale: The Void
Paese: USA/Inghilterra/Canada

Il poliziotto del turno di notte Carter conduce in un vicino ospedale di provincia un ragazzo, trovato ferito lungo la strada. Le cose si mettono subito male, visto che l’edificio viene circondato da strane persone incappucciate, mentre un paio di loschi figuri fanno irruzione armati e pronti a eliminare il giovane. Come se non bastasse un’infermiera è impazzita e in mano ha un bisturi…

Ormai possiamo parlare di un (sotto)genere, gli horror ispirati agli anni 80, che non sembra avere fine, se si tiene conto anche di recenti e clamorosi successi come la serie Stanger Things e del nuovo It. The Void – Il vuoto si segnala per essere un esplicito omaggio agli horror più duri degli anni 80, gli splatter per intenderci, con tutti i rischi e i limiti del caso. Bisogna subito prendere nota che si tratta di un’opera fatta con scarsi mezzi, raccolti via crowdfunding in internet, e derivativa in ogni suo aspetto artistico, tutto ciò che si vede è nei fatti un rimando ad altre opere più famose e storiche dell’horror del passato. Un concept studiato a tavolino, fatto con uno spirito indipendente che si riscatta per la sincera passione e competenza.

Le menti dietro al progetto sono i registi/sceneggiatori Jeremy Gillespie e Steven Kostanski, quest’ultimo aveva già sparso indizi della sua attitudine con il film Manborg (2011). The Void si presenta come un film notturno, anzi tenebroso, ambientato nel buio di una non meglio precisata provincia americana. La location principale diviene presto un piccolo ospedale, proprio come in Halloween 2 – il signore della morte (1981), minacciato da un’incombente presenza di inquietanti individui, indistinti dietro un abito talare bianco con al centro un misterioso triangolo. Una setta, si presume. Un assedio ai danni dei pochi malcapitati dentro l’ospedale che ricorda quello de La notte di morti viventi, guarda caso il film che un paziente (l’unico) sta guardando alla tv. The Void conta di una buona atmosfera e tende a scaraventare i protagonisti in un vortice di violenza e paura senza troppi preamboli, verso un’esperienza esoterica e trascendente.

Mostri e morti viventi avanzano nei sotterranei dell’ospedale, uno scenario che può ricordare il recente horror turco Baskin, ma i nomi a cui The Void guarda sono quelli dei maestri John Carpenter e Lucio Fulci: le creature mostruose della pellicola ricordano le ripugnanti conformazioni bestiali de La Cosa (1982), mentre i ritornanti putrescenti che si agitano nell’oscurità arrivano da E tu vivrai nel terrore l’aldilà (1981). Gli effetti speciali sono tutti realizzati senza computer grafica, un comandamento non scritto per un’opera di questo tipo, e come da vecchia scuola sono ricreati in animatronic e in materiale plastico, molto artigianali al punto che certi movimenti delle creature lasciano a desiderare. Un’altra influenza che non si può non notare sono le opere di Clive Barker, in particolare Hellraiser e Il Signore del Male, per il make up scarnificato di alcuni personaggi e l’esistenza di dimensioni parallele.

Considerato il risibile budget e il fine dell’operazione, The Void si può ritenere un horror riuscito dagli influssi lovecraftiani che fa sentire a casa coloro che sono cresciuti con questo tipo di riferimenti, divertente per le innumerevoli citazioni (il finale è un altro chiaro inchino a Lucio Fulci). Per le ultime generazioni è un discorso diverso, quasi un film “esotico” e di sicuro anacronistico, ma che può scatenare un fenomeno che ricorre anche in altri campi (soprattutto nella musica), ossia essere nostalgici di un periodo che non è stato vissuto: fa riflettere sapere che i due registi di The Void rientrano nella categoria (!). La curiosità di trovare due attori, Kenneth Welsh e Katleen Munroe, già insieme nel precedente Survival of the Dead (2009) di Romero, non è che l’ennesima e affettuosa adesione al genere e ai maestri del passato.

Rating:7/10