Halloween – The Beginning (Halloween) (2007), di Rob Zombie

Michael Myers è tornato. La cattiva notizia è che è più grosso e più cattivo di 30 anni fa. Rob Zombie ha deciso di dare nuova vita al più famoso serial killer di tutti i tempi (come citava il trailer) con quello che più che un remake è un omaggio al capolavoro di Carpenter. In questa versione moderna della storia del killer di Haddonfield viene dato maggior peso alle vicende personali dell’infanzia di Michael. La prima parte verte infatti interamente sul disagio del piccolo Myers, proveniente da una famiglia in cui la madre è una spogliarellista (la sempre splendida Sheri Moon Zombie), il padre è un ubriacone e la sorella una adolescente che gira per casa mezza nuda e passa le serate a fare sesso col fidanzato in camera sua. Non esattamente l’esempio della perfetta famiglia americana insomma.

A parte la madre che cerca invano di capire i problemi del figlio che nel tempo libero si diverte a torturare e uccidere animali e poi fotografarli, l’unico componente della famiglia con cui Michael sembra avere un certo feeling è la piccola Laurie, non a caso l’unica che scamperà alla sua follia omicida. Il resto della storia…beh, credo lo conoscano tutti. Quello che risulta evidente di questo film è che si tratta a tutti gli effetti di un film di Rob Zombie, con tutti i nessi e connessi che questo comporta. A ben guardare, infatti, nemmeno la storia ricalca più di tanto quella del film culto Carpenteriano. Se nel primo “episodio” infatti c’è tutto uno spaccato sulla generazione dei teenager della provincia americana e sulle loro abitudini, sulle piccole trasgressioni che si concedono (come fumare una sigaretta in macchina o lasciare il bambino a cui si deve fare da baysitter all’amica per andare a casa del proprio ragazzo), laddove la figura del serial killer appare come un elemento di rottura che arriva a sconvolgere gli equilibri di una quotidianità fin troppo piatta, qualcosa che non ha una vera e propria spiegazione, in questa nuova versione il regista si preoccupa fin troppo di caricare il killer di tutta la rabbia possibile maturata in venti anni di disagi e chiusure, in famiglia prima e in clinica poi.

Zombie pare preoccuparsi molto -eccedendo a volte- dell’aspetto psicologico di Myers, sui motivi che possono portare un ragazzino apparentemente normale, a perdere qualunque senso di rispetto nei confronti di una società che non lo capisce e non lo accetta. Lo fa in maniera talmente insistita da apparire a tratti troppo didascalico. Se il Myers di Carpenter era come un lupo che si trova all’improvviso in una stalla e uccide in risposta ad un proprio bisogno istintivo, senza una vera e propria cognizione di causa, questo è una furia inarrestabile che uccide per dare sfogo alla propria inesauribile rabbia. E’ impossibile non avere paura di lui; a volte anche la macchina da presa sembra volersi nascondere per sfuggire alla sua collera. Il film regge anche grazie ad una regia che, seppur a tratti troppo compiaciuta di sè stessa, non si appiattisce mai e questo è secondo me il vero merito del regista, ossia quello di portare lo spettatore ad osservare l’omicida dal punto di vista della vittima. Dargli la sensazione di trovarsi lui a due passi dalla morte, merito di una spiccata e sadica capacità di realismo che sa conferire alla pellicola.

Ovviamente a tutto questo bisogna aggiungere diversi litri di sangue versato, qualche scena per stomaci forti e una buona dose di cattiverie di ogni tipo, cosa che per qualcuno potrà risultare eccessiva e fine a sè stessa ma questo è Rob Zombie, a voi il compito di apprezzarne le doti o di disprezzarne i difetti.

Regia: Rob Zombie
Soggetto: Rob Zombie, John Carpenter, Debra Hill
Sceneggiatura: Rob Zombie, John Carpenter, Debra Hill
Produttore: Rob Zombie, Malek Akkad, Andy Gould
Produttore esecutivo: Bob Weinstein, Harvey Weinstein, Andrew G. La Marca

Interpreti e personaggi

Malcolm McDowell: dottor Sam Loomis
Brad Dourif: sceriffo Leigh Brackett
Tyler Mane: Michael Myers adulto
Sheri Moon: Deborah Myers
Scout Taylor-Compton: Laurie Strode
Danielle Harris: Annie Brackett
Kristina Klebe: Lynda van der Klok
William Forsythe: Ronnie White
Udo Kier: Morgan Walker
Daeg Faerch: Michael Myers giovane
Danny Trejo: Ismael Cruz
Ken Foree: Big Joe Grizzly
Lew Temple: Nole Kluggs
Skyler Gisondo: Tommy Doyle
Jenny Gregg Stewart: Lindsey Wallace
Hanna R. Hall: Judith Myers