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Grazie al meraviglioso e curatissimo sito www.zombiekb.com che è stato il nostro gancio abbiamo intervistato la grande promessa del cinema Indie Italiano: Mexican Standoff Studio.
In passato hanno stupito con il lungometraggio Left 4 Dead The Movie. Ora lanciano la campagna Kickstarter per supportare questo progetto indie ad ambientazione totalmente romana.

https://www.kickstarter.com/projects/mexicanstandoff/last-tomorrow

Il network usato dai sopravvissuti nella vostra storia può essere aggiornato dai contributi dei vostri follower? Questi potranno in qualche modo influenzare la sceneggiatura finale?
Esattamente, il sito web che nella storia svolgerà un ruolo fondamentale nelle vicende dei protagonisti è stato realizzato nella vita reale ed è utilizzabile come se gli utenti fossero all’interno del film. Moltissime persone hanno già iniziato a creare storie riguardanti il diffondersi dell’infezione nella propria città. Questi contributi non potranno influenzare direttamente la sceneggiatura finale del film, perchè una dinamica di questo tipo non sarebbe gestibile. Ma potranno comunque contribuire ad espandere l’universo narrativo dentro il quale si sviluppa la vicenda di Roma nel film, e non escludiamo la possibilitò di creare dei contributi video “spin-off” ma collegati a tutto il resto, che prendono spunto dagli interventi più brillanti degli utenti sul sito.

I vostri mostri sono veri e propri morti viventi o sono infetti?
I mostri del nostro film sono Infetti, come nella tradizione recente del genere. Siamo rimasti affezionati a questo tipo di mostro anche dopo aver lavorato il nostro primo film e pensiamo che in questa loro forma moderna, gli “zombie” possano garantire la scossa adrenalitica necessaria al un genere “action-horror”

I vostri Mostri li avete caratterizzati in qualche maniera particolare?
La maggior parte degli infetti non avranno caratteristiche particolari diverse da quelle viste in altre grosse produzioni di questo tipo. Ma avremo almeno 1 “infetto speciale”, ovvero un infetto che si presenta in modo diverso dagli altri e possiede delle caratteristiche peculiari che lo rendono assai più pericoloso degli altri. E’ nostra intenzione riuscire a introdurne più di uno.

Il vostro film Survivor Front sta avendo successo anche all’estero, quale paese vi sta sostenendo maggiormente?
[Il film si chiama “Last Tomorrow”, Survivors Front è il nome del portale web]. Al momento riceviamo supporto dagli Stati Uniti, dai fan che hanno seguito il nostro precedente lavoro. Ma anche in Europa si muove qualcosa, riceviamo donazioni e contributi sul sito web dalla Finlandia, la Francia, e il Regno Uniti, tra gli altri minori.

Che sfide comporterà l’ambientare l’oitbreak a Roma e quali invece i vantaggi?
Partiamo dai vantaggi: ambientare e girare il film a Roma ci faciliterà per alcuni aspetti perchè essendo casa nostra abbiamo più agganci e conoscenze anche per quanto riguarda le location eventuali. Sapremo meglio come e dove muoversi.
La sfida più grande sarà quella di riuscire a dare la sensazione di una Capitale completamente andata in malora e vittima dell’infezione che sta dilagando in tutto il mondo. Inoltre sarà stimolante e una vera sfida riuscire a imprimere come un taglio all’americana al film, nonostante l’ambientazione italiana, che tante volte non ha quell’appeal cinematografico che siamo abituati a vedere nelle grandi produzioni di hollywood.

Il pubblico dell’horror low budget più assiduo in che paesi esteri lo identificate?
Indubbiamente gli Stati Uniti. Grazie al nostro lavoro precedente abbiamo avuto la possibilità di entrare in contatto con numerose persone residenti negli USA e abbiamo capito come il panorama cinematografico indipendente sia su un altro livello rispetto all’Italia. Ci sono numerosissime fiere specializzate in cui è possibile partecipare con la propria piccola produzione, anche se indipendente o amatoriale, e riuscire a vendere il proprio prodotto. Per esempio Mel, la ragazza che ha doppiato la nostra protagonista in Left 4 Dead The Movie, è un’attrice indipendente perennemente impegnata in piccole produzioni horror, spesso anche “trash”, le quali puntualmenti riescono a garantirsi una piccola distribuzione tra vendita di DVD e vendita Online.
Qui tutto questo non è possibile. Non nella stessa misura almeno.

A chi ama il low budget cosa consigliate come autori?
Ovviamente noi, che ci mettiamo anima e corpo! E poi siamo particolarmente affezionati ad una produzione Finlandese (Woodpecker, Helsinki) che è riuscita a produrre un lungometraggio di ottima qualità, partendo da una serie di corti pubblicati su youtube tanti anni fa.

Le realtà produttive romane son sempre famiglie più chiuse o vi sono temerari giovani disposti a nuovi linguaggi e progetti?
Il cinema italiano in genere è molto chiuso, specialmente nella mentalità. Fortunatamente negli ultimi anni sembra che qualcosa seppur poco si muova. “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Mainetti e “The End – L’inferno fuori” sono 2 esempi di produzioni che hanno scommesso su un “cinema di genere” che raramente, forse quasi mai si era visto prima. Di sicuro non negli ultimi anni.
Poi personalmente ritengo la prima scommessa vinta, la seconda un pò meno. Ma è comunque un buon segnale.
In ogni caso riuscire a portare all’attenzione di “chi conta” la propria idea, specialmente se “nuova”, e riuscire a trovate i fondi per realizzarla, rimane una sfida quasi impossibile senza le giuste conoscenze.

Ci dite se volete due parole sul vostro crowdfunding?
Certo! Il crodfunding che abbiamo lanciato per finanziare il nostro zombie-movie Last Tomorrow contiene tutte le informazioni sul progetto, sul funzionamento del sito web collegato alla storia del film e presenta tante rewards che invieremo ai nostri donatori.
Per noi è uno step essenziale per riuscire a produrre il film, per 2 motivi:
– Il primo è ovviamente un budget minimo, senza il quale non sarebbe possibile nemmeno iniziare la lavorazione. (L’abbiamo fatto per Left 4 Dead The Movie, iniziare il progetto senza nessun budget, e non abbiamo intenzione di ripetere l’esperienza perchè è stato davvero faticoso)
– Il secondo è altrettanto importante. Chiudere il kickstarter con un successo sarebbe la testimonianza che il progetto ha riscosso l’interesse di un certo pubblico, e questo potrebbe aprirci la possibilità di continuare a mettere insieme altri fondi per realizzare qualcosa di ancora più grande e qualitativamente adeguato. In questo senso i nostri donatori potrebbero ritrovarsi con un prodotto molto più grande di quello presentato nella campagna.

Speriamo di riuscire a portare il Kickstarter a casa perchè abbiamo messo insieme un ottimo team di persone giovani ed entusiaste, attori capaci e grandi idee!

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